La paternità negata di Gianluca Schiavon e "Il bambino del mercoledì". A Matrix il 31-03-2011 (parte 2)

Matrix 31-03-2011. Le premesse per una buona audience c’erano tutte: un pò di provocazione (avv. Bernardini De Pace), l’autorevolezza (avv. Gassani), l’equilibrio e la ragionevolezza (Timperi) e la mamma famosa (Lucarelli), ma chi ha visto la trasmissione non si aspettava certo che il ruolo da protagonista lo assumessero due ingredienti che lo chef di Matrix/Canale5 non aveva previsto: il “caso umano” (Schiavon) – il cui racconto ha spiazzato tutti e ha aperto uno squarcio insanabile tra ciò che la gente non sapeva, e ciò che adesso sa -, e le lacrime di Tiberio Timperi.

Chi aveva qualche dubbio sull’autenticità delle motivazioni del noto giornalista, impegnato sempre di più nella campagna di sensibilizzazione delle Istituzioni verso il vero affido condiviso, si è dovuto ricredere.

Durante il racconto del genitore/Schiavon, durante il quale si raccontava l’ultima telefonata intercorsa con il figlio (che mimava una segreteria telefonica, in preda alla più totale alienazione genitoriale) c’era una sola persona con le lacrime agli occhi, ed era Tiberio. A dire il vero, anche il conduttore era particolarmente scosso da quel racconto, dall’auto-analisi con cui era stato meditato per anni e dalla forza dirompente che solo la verità sa attribuire alle parole.

Chi ha vissuto un grande dolore sulla propria pelle non rimane mai freddo di fronte ad una storia così forte, anche se la sofferenza ha lasciato il posto alla ragionevolezza e alla determinazione a cambiare le cose. Le lacrime di Timperi non sono soltanto una testimonianza del dolore personale, ma il simbolo del pianto di tutti gli italiani che sbattono quotidianamente contro il muro di gomma della malagiustizia familiare.

Negli ultimi vent’anni abbiamo ascoltato spesso un utile refrain: cambiare si può. Grazie a questa consapevolezza è arrivata la legge sull’affido condiviso, che però non ha cambiato nulla nella pratica più becera dei tribunali civili. Però ha cambiato molte coscienze, e la commozione di Timperi ne rappresenta una bella fetta.

Adesso, di fronte a tanto dolore diffuso, è arrivato il momento di cambiare il refrain: cambiare si deve.

“IL BAMBINO DEL MERCOLEDÌ” di Gianluigi Schiavon

Il libro racconta una storia che colpisce allo stomaco. La storia è quella del piccolo Giò e del suo babbo separato, il Signor B.

Una vicenda di ordinaria e straordinaria ingiustizia, che trasforma la vita di un bambino in un percorso a ostacoli popolato di angeli e di demoni.

I primi, in questa guerra chiamata separazione, lo difendono, gli altri lo tormentano. Giò e il Signor B lottano per restare insieme. Scendono in campo anche magistrati e assistenti sociali capaci di azioni tanto efferate sulle spalle di un bambino in età da scuola materna, da riuscire a trasformare il suo rapporto con il padre in un vicolo cieco, talmente disseminato di trappole da rendere le loro visite un giallo.

Dalla notte della Vigilia di Natale, in cui il bambino fu strappato ai suoi regali e ai suoi affetti, fino agli incontri protetti, e al giorno in cui il piccolo Giò si vide improvvisamente e senza ragione negata la possibilità della consueta visita settimanale.

Assieme a tutto il resto.

E si ritrovò a protestare, e piangere, e fra le lacrime urlare: “Ma domani è mercoledì!”

Titolo : “Il bambino del mercoledì”
Autore : Gianluigi Schiavon
Editore : Giraldi Editore
Anno : 2008

Gianluigi Schiavon, nato a Padova, vive a Bologna. Giornalista de “Il Resto del Carlino”, ha lavorato anche a “La Repubblica”, “Il Gazzettino” e per varie riviste.
Per Giraldi ha pubblicato il romanzo “50 minuti. L’inganno nel cassetto”, surreale storia di un morto che continua a vedere e sentire ciò che accade intorno a lui.

[Fonte http://www.giraldieditore.it/index.php?option=com_content&view=article&id=398%3Ail-bambino-del-mercoledi&catid=45%3Aopere&Itemid=1]

La paternità negata di Gianluca Schiavon e "Il bambino del mercoledì". A Matrix il 31-03-2011 (parte 1)

Matrix 31-03-2011. Le premesse per una buona audience c’erano tutte: un pò di provocazione (avv. Bernardini De Pace), l’autorevolezza (avv. Gassani), l’equilibrio e la ragionevolezza (Timperi) e la mamma famosa (Lucarelli), ma chi ha visto la trasmissione non si aspettava certo che il ruolo da protagonista lo assumessero due ingredienti che lo chef di Matrix/Canale5 non aveva previsto: il “caso umano” (Schiavon) – il cui racconto ha spiazzato tutti e ha aperto uno squarcio insanabile tra ciò che la gente non sapeva, e ciò che adesso sa -, e le lacrime di Tiberio Timperi.

Chi aveva qualche dubbio sull’autenticità delle motivazioni del noto giornalista, impegnato sempre di più nella campagna di sensibilizzazione delle Istituzioni verso il vero affido condiviso, si è dovuto ricredere.

Durante il racconto del genitore/Schiavon, durante il quale si raccontava l’ultima telefonata intercorsa con il figlio (che mimava una segreteria telefonica, in preda alla più totale alienazione genitoriale) c’era una sola persona con le lacrime agli occhi, ed era Tiberio. A dire il vero, anche il conduttore era particolarmente scosso da quel racconto, dall’auto-analisi con cui era stato meditato per anni e dalla forza dirompente che solo la verità sa attribuire alle parole.

Chi ha vissuto un grande dolore sulla propria pelle non rimane mai freddo di fronte ad una storia così forte, anche se la sofferenza ha lasciato il posto alla ragionevolezza e alla determinazione a cambiare le cose. Le lacrime di Timperi non sono soltanto una testimonianza del dolore personale, ma il simbolo del pianto di tutti gli italiani che sbattono quotidianamente contro il muro di gomma della malagiustizia familiare.

Negli ultimi vent’anni abbiamo ascoltato spesso un utile refrain: cambiare si può. Grazie a questa consapevolezza è arrivata la legge sull’affido condiviso, che però non ha cambiato nulla nella pratica più becera dei tribunali civili. Però ha cambiato molte coscienze, e la commozione di Timperi ne rappresenta una bella fetta.

Adesso, di fronte a tanto dolore diffuso, è arrivato il momento di cambiare il refrain: cambiare si deve.

“IL BAMBINO DEL MERCOLEDÌ” di Gianluigi Schiavon

Il libro racconta una storia che colpisce allo stomaco. La storia è quella del piccolo Giò e del suo babbo separato, il Signor B.

Una vicenda di ordinaria e straordinaria ingiustizia, che trasforma la vita di un bambino in un percorso a ostacoli popolato di angeli e di demoni.

I primi, in questa guerra chiamata separazione, lo difendono, gli altri lo tormentano. Giò e il Signor B lottano per restare insieme. Scendono in campo anche magistrati e assistenti sociali capaci di azioni tanto efferate sulle spalle di un bambino in età da scuola materna, da riuscire a trasformare il suo rapporto con il padre in un vicolo cieco, talmente disseminato di trappole da rendere le loro visite un giallo.

Dalla notte della Vigilia di Natale, in cui il bambino fu strappato ai suoi regali e ai suoi affetti, fino agli incontri protetti, e al giorno in cui il piccolo Giò si vide improvvisamente e senza ragione negata la possibilità della consueta visita settimanale.

Assieme a tutto il resto.

E si ritrovò a protestare, e piangere, e fra le lacrime urlare: “Ma domani è mercoledì!”

Titolo : “Il bambino del mercoledì”
Autore : Gianluigi Schiavon
Editore : Giraldi Editore
Anno : 2008

Gianluigi Schiavon, nato a Padova, vive a Bologna. Giornalista de “Il Resto del Carlino”, ha lavorato anche a “La Repubblica”, “Il Gazzettino” e per varie riviste.
Per Giraldi ha pubblicato il romanzo “50 minuti. L’inganno nel cassetto”, surreale storia di un morto che continua a vedere e sentire ciò che accade intorno a lui.
[Fonte http://www.giraldieditore.it/index.php?option=com_content&view=article&am…

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Perché lo Stato deve costringere un padre ad umiliarsi? E' un delitto amare un figlio?

La questione sta tutta qui, e in Italia moltissimi operatori della giurisdizione sembrano ancora lontani dall’osservare un concetto di logica elementare come un’addizione. A svegliare le coscienze dormienti, probabilmente, ci ha pensato il giornalista Gianluigi Schiavon (autore del libro “Il bambino del mercoledì”), alla cui vicenda è stata dedicata la seconda parte della (purtroppo andata in onda in una fascia oraria proibitiva – dalle 00.26 in poi).

Nel 2003 Schiavon si separa dalla moglie; nella prima udienza riguardante l’affidamento del figlio di 4 anni, tutto sembra essere “nella norma” (siamo ancora in periodo pre-affido condiviso), affidamento alla madre e visite libere del padre (“potrà vedere il figlio quando vorrà“).

Dopo 10 giorni un ricorso della ex moglie del giornalista trova un giudice che accorda una restrizione delle visite limitata al mercoledì più due weekend al mese. Il motivo ? La donna senza che ci fossero testimoni afferma che negli incontri del figlio con l’ex marito ci fosse tensione; nessuna testimonianza ma il giudice accoglie. Parte la prima decisione iniqua verso un padre accusato di petulanza (telefonava troppo per poter vedere il figlio, assolto con formula piena nel giudizio penale appena concluso, NDR).

Non finisce qui, perchè il CTU, che sarebbe un consulente psicologo nominato dal tribunale, decide che l’ex moglie è inadeguata ad avere l’affidamento del figlio, ma a causa della sentenza precedente, il 12 aprile del 2006 il bambino viene affidato ai servizi sociali. Gli assistenti sociali prendono, come sono soliti fare, il “potere assoluto” sulla vicenda familiare, e dispongono, senza alcuna motivazione, che il bambino (che ormai ha 7 anni) veda il padre solo in modalità protetta, cioè in una stanzetta con qualcuno degli assistenti sociali che vigili sulla visita; praticamente come un incontro in cella da carcere.

In breve, il figlio studia dei stratagemmi per incontrare il padre anche per mezzo minuto, telefonandogli di nascosto e creando finti incontri casuali, quando succede il figlio si lancia nell’abbraccio del padre, ma subito dopo viene portato via. Finalmente, un paio di giudici decidono di leggere il fascicolo per capirci qualcosa: entrambi i giudici non si spiegano perchè il padre sia stato privato dal vedere il figlio e di averne l’affidamento una volta risultata inadeguata la madre del bambino, ancora più clamoroso che in 5 anni, nessuno abbia voluto spiegare il perchè di quell’assurda decisione degli assistenti sociali.

Ad un certo punto il Schiavon decide di ribellarsi a quella misura iniqua, a quella violenza privata a cui molti assistenti sociali, pur di non fare assistenza domiciliare, costringono tante famiglie italiane. Decide  di rifiutare quelle modalità di incontro per non creare disagio al figlio.

Il risultato è straziante: il giornalista non vede il figlio dal 12 Aprile 2006.

Tutti zitti in sala, via i luoghi comuni, qualcuno abbozza una frase ma la tronca subito. Qualcuno ha le lacrime agli occhi (Tiberio).

Va di scena la malagiustizia familiare, protagonista è la vergogna.

Matrix: proteggere i bambini radiando gli avvocati che usano false accuse

La cosa più grave è che ci sono certi avvocati che avallano strategie processuali basate su false denunce. Vanno radiati dall’ordine e ne devono rispondere non lavorando più perché guadagnano sulla pelle dei nostri figli”.  Tibero Timperi a Matrix, 31 Marzo 2011.

 

Purtroppo nessuna norma del codice deontologico forense proibisce questo.  Nessuna femminista specializzata in false accuse di violenza domestica e nessun abusologo specializzato in false accuse di pedofilia è stato mai fermato.

Cosa è possibile fare per proteggere i bambini?

Qualora le false accuse siano talmente gravi da riuscire a sospendere il rapporto fra un figlio ed il suo genitore, arrivando nei casi più estremi a causare al bambino una Sindrome di Alienazione Genitoriale, è possibile tentare di denunciare il genitore alienante per maltrattamento su minore ed il suo avvocato per favoreggiamento, nella speranza che finisca in mano ad un magistrato particolarmente sensibile al benessere dei bambini.

Nelle dovute forme, è possibile denunciare pubblicamente i nomi di questi particolari avvocati definiti “banditi” da Tiberio Timperi.

È possibile raccogliere i loro nomi in un registro pubblico.

Fonte: http://www.youtube.com/watch?v=fjYIOeSY2sQ&feature=player_embedded#at=88